Amici del Nidiaci in Oltrarno

In difesa del Bartlett-Nidiaci-Palazzo Santarelli storico spazio dei bambini di San Frediano in Firenze

Una leggera parabola

Un novelliere oltrarnino ci gira questa leggera parabola…

“Agente, agente! Vede quell’uomo lì! Mi ha appena scippato la borsa! Lo fermi!”

“Signora, mi dica… cosa c’era nella borsa?”

“La carta d’identità… le foto e i disegni dei miei figli…”

“Soldi?”

“No, cioè appena dodici euro. Ma perché non fa qualcosa?”

“Signora, si calmi… le faccio presente che se quel signore fosse davvero un delinquente, potrebbe essere armato”.

“Ma non vedo armi!”

“Potrebbero essere armi leggere… E lei non ha certo il diritto di mettere a repentaglio la mia incolumità personale. E poi l’assicurazione copre la mia divisa, ma non il mio cellulare, sa quanto ho speso per comprarlo? Guardi, è un gioiello…”

“Ma di cosa ha paura, lo scippatore sembra così piccolino e leggero!”

“Appunto, un ometto così leggero potrebbe anche non averla scippata”.

“Ma almeno controlli se ha addosso la mia borsa!”

“Signora, si calmi, si ricordi che sta parlando con un pubblico ufficiale. Anche se gli trovassimo addosso la sua borsa, potrebbe essere stata lei che gliel’ha regalata… Signora, lei mi chiede di rischiare per riprendere la sua borsa, ma alla fine sarà un magistrato a decidere, e l’esito e i tempi di una causa non sono affatto sicuri.”

“Ma cosa devo fare?”

“Guardi, telefoni in commissariato tra sei mesi, chieda di me, sono l’Agente Rossi. Faremo senz’altro tutte le indagini del caso”.

Sei mesi dopo…

“Scusi, cercavo l’Agente Rossi…”

“Rossi? E’ stato trasferito tre mesi fa in Val d’Aosta. Mi dica…”

“Sei mesi fa mi hanno scippato la borsa…”

“Oh quanto mi dispiace. Il nostro impegno è, una Città Sicura per Tutti. Mi dica, in cosa posso esserle utile?”

“Ma avete fatto indagini?”

“Indagini? Ma certo, abbiamo letto con attenzione la deposizione dell’Agente Rossi in cui dice di essere stato interpellato da lei, cos’altro dovremmo fare?”

“Ma con quanta leggerezza trattate questo caso! Io sono disperata! Sono mesi che giro senza carta d’identità! E poi le foto dei miei figli!”

“Signora, lei ha tutta la nostra simpatia, noi siamo dalla sua parte, purtroppo nel passaggio della questione dall’Agente Rossi a me, si sarà perso un po’ di tempo, ma mi impegno personalmente…”

“Lei come si chiama?”

“Sono l’Agente Verdi, e risolverò il caso! Mi chiami tra sei mesi”.

Sei mesi dopo.

“Scusi, cercavo l’Agente Verdi…”

“L’Agente Verdi? E’ stato trasferito a Trapani. Mi dica…”

“Sono stata scippata un anno fa…”

“Ma scusi, signora, perché non si informa, la sua denuncia è caduta in prescrizione esattamente due giorni fa, avrebbe dovuto muoversi prima. Sarebbe bastato che lei leggesse il codice civile, un avvocato non ce l’ha?”

“Ma con quanta leggerezza trattate questa vicenda, io…”

“Signora, lei non si permetta di attribuirmi eventuali colpe degli agenti Rossi e Verdi, io sono l’Agente Bianchi. Se insiste, la faccio arrestare per oltraggio, le regole sono regole! Comunque noi siamo al servizio dei cittadini, se si ridimensionano un po’ nelle loro pretese, mi dica…”

“Ho pagato un investigatore privato, ha fatto delle indagini, ho trovato il nome e cognome dello scippatore… ho anche le foto mentre mi strappa la borsa…”

“Noi siamo sempre felici quando i cittadini collaborano, siamo una polizia moderna, aperta, partecipata e multiculturale, ci faccia sapere tutto, ma forse doveva fare queste indagini prima signora, adesso è troppo tardi. Comunque, esiste sempre la via del dialogo e della negoziazione”.

“E come funziona?”

“Lei ci faccia avere nome e cognome e indirizzo dello scippatore, se dice di averli…”

“Io? E voi cosa avete fatto, non l’avete trovato da solo, ve l’avevo anche indicato?”

“Signora, non alzi la voce, noi abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale. Io personalmente ho passato il concorso con 60 punti su 100, quindi non metta in discussione la mia professionalità, altrimenti potrebbe turbare il dialogo, che è una cosa che non si deve mai fare con leggerezza”.

“Mi scusi, non volevo offendere, ma cosa devo fare…”

“Ci chiami tra un anno, nel frattempo prenderemo contatti con il signore che lei accusa. Promettiamo che avrà indietro tutto!”.

“Carta d’identità? Disegni e foto dei bambini? Dodici euro?”

“Si fidi di me, sono l’Agente Bianchi!”

Un anno dopo.

“Signora! Abbiamo una splendida notizia per lei!”

“Che bello, vi siete fatti vivi voi, finalmente, questa volta non ho dovuto chiamare io! Lei è l’Agente Bianchi?”

“No, sono l’Agente Orange, ma tutta la sua pratica è stata affidata a me, e le dico subito che a differenza degli Agenti che mi hanno preceduto, e che forse sono stati un po’ leggeri, ho preso misure immediate per restituirle il sorriso.”

“La mia carta d’identità? Le foto e i disegni dei miei bambini?”

“Signora, ancora meglio… abbiamo impegnato un dialogo deciso, senza tentennamenti, con il signore che lei ha definito “scippatore”, ed è disposto a restituirle due euro!”

“Ma le foto? La carta d’identità?”

“Guardi, il signore fa i suoi legittimi interessi, e il compito del nostro commissariato consiste nel conciliare gli interessi di tutti, sia di lei che di altri cittadini come il signore che lei con leggerezza definisce uno scippatore…”

“Ma le foto? La carta d’identità?”

“Signora, ma una carta d’identità valida, lo sa quanto costa sul mercato oggi? Il nostro interlocutore giustamente ci ha fatto presente che lui ci può guadagnare molto di più di lei – scusi, se lei provasse a vendere la sua carta d’identità, non saprebbe nemmeno a chi venderla…”

“E i disegni dei bambini? Le foto?”

“Non facciamone una questione ideologica, signora, digiti disegni foto bambini su Google e ne troverà quanti ne vuole. Il signore che lei a cuor leggero ha accusato di averle scippato la borsa, è pronto a donarle la cifra di due euro per chiudere la faccenda, lei avrà due euro in più, si rende conto di quante lenticchie si comprano con due euro?”

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