Amici del Nidiaci in Oltrarno

In difesa del Bartlett-Nidiaci-Palazzo Santarelli storico spazio dei bambini di San Frediano in Firenze

StampToscana su corteo per il Nidiaci in Oltrarno

Nidiaci, sabato corteo: “Restituitelo alla comunità”

Laura Bonaiuti

Firenze – Il prossimo sabato 10 gennaio i comitati dell’Oltrarno si danno appuntamento in Piazza Tasso per richiamare l’attenzione sulla questione del “Nidiaci”, lo stabile in Via Chiesa 46 adibito a Ludoteca e giardino d’infanzia adesso in mano a un privato ed espropriato, come sostengono i Comitati, a tutti gli effetti alla cittadinanza.

Stamattina la consigliera Cristina Scaletti ha ribadito in conferenza stampa l’appoggio ai residenti che si battono per avere indietro un luogo che fa parte della vita della città da quasi un secolo: “Ci auguriamo che le promesse non vengano disattese e che il Nidiaci sia restituito alla collettività. C’è bisogno innanzitutto di una volontà politica e poi di un’azione concreta da parte dell’amministrazione”. In conferenza stampa era presente anche il consigliere del Quartiere 1 Fabrizio Valleri che si è riferito alla manifestazione prossima come a “un urlo di quartiere” fatto anche da chi ormai non vi abita più: “il comune non ha tutelato l’interesse dei bambini, è questa l’offesa più grande”.

La storia del giardino e della ludoteca “Nidiaci” dell’Oltrarno comincia nel 1923, con una delibera della Giunta comunale fiorentina che ne prevede la concessione pubblica e ad uso gratuito, autorizzata dalla stessa famiglia proprietaria. L’area ha così visto succedersi generazioni di bambini, in un’epoca in cui l’Oltrarno era del tutto popolato da famiglie fiorentine anche molto numerose: tuttavia negli ultimi anni la struttura ha continuato ad essere punto d’appoggio e luogo d’incontro.

Nel 2010 lo scenario comincia a cambiare: i locali vengono messi all’asta e venduti a un privato. Due anni dopo i cittadini “trovano un cartello dell’Amministrazione comunale in cui è indicato che la Ludoteca viene trasferita provvisoriamente in Via Maffia, in locali senza giardino, nel complesso della Scuola Agnesi”, si legge nella ricostruzione storica ad opera del Comitato Oltrarno Futuro e dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori (ADUC): “A breve iniziano anche lavori di ristrutturazione del complesso immobiliare di Via della Chiesa, e viene recintata la parte di giardino di proprietà privata, con grande costernazione dei genitori, che si sentono beffati dall’Amministrazione comunale”.

E proprio dal 2012 comincia la battaglia dei genitori e di tutti gli abitanti dell’Oltrarno affinché questo spazio torni ad avere una funzione pubblica, anche basandosi sulle parole trovate nell’atto di compravendita del 1920, il quale prevedeva che tali Avv. Umberto Nidiaci e Cav. Matteo Girard acquisissero gli immobili “in nome proprio, ma per conto e nell’interesse di un Ente da istituirsi per la educazione e istruzione popolare di cui a suo tempo provocheranno il ricongiungimento giuridico”.

Dal 2013 comincia la mobilitazione cittadina vera e propria, con la costituzione dell’Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno e le reiterate richieste di dialogo e risposte all’amministrazione comunale.

In tempo di campagna elettorale un po’ tutti si sono pronunciati sulla questione, ma ovviamente a colpire furono le parole dell’allora candidato Nardella che parlò addirittura di “braccio di ferro” e di necessità di un “esproprio”; sulla stessa lunghezza d’onda si pronunciava l’Assessore all’urbanistica Meucci. Adesso che il tema è tornato in cima all’agenda pubblica, si esprimono Tommaso Grassi , “Il comune sbaglia ad accettare l’accordo con il privato” – e Cristina Scaletti, “La storia di quel giardino vuole che l’area sia destinata alla comunità”.

Con gli anni la zona dell’Oltrarno si è spopolata ma l’interesse per il Nidiaci è rimasto alto, e la manifestazione potrebbe esserne la riprova. Il Comune è chiamato, come invocano Comitati, cittadini dell’Oltrano e consiglieri comunali, “ad abbandonare i tentennamenti e a decidere se sia il caso di procedere per vie legali”. L’ADUC ha individuato alcune ragioni tecniche a sostegno di quest’ultima ipotesi, atte a prospettare al giudice “una diversa e alternativa ricostruzione giuridica dei fatti, alla luce dei documenti ritrovati nei pubblici uffici, nei registri e nell’archivio storico”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus - email giardinonidiaci@gmail.com - tel. 349-1575238
C.F. 94 226 290 487 IBAN IT-58-N-06230-02811-000056733234
Frontier Theme
Skip to toolbar