Amici del Nidiaci in Oltrarno

In difesa del Bartlett-Nidiaci-Palazzo Santarelli storico spazio dei bambini di San Frediano in Firenze

Dal giardino di Sant’Alessio, Roma

Riportiamo un’intervista con Elena Guerri dall’Oro, giornalista romana e presidente dell’associazione Trait d’Union, che fino a poco tempo fa aveva in gestione lo splendido giardino di Sant’Alessio sull’Aventino.

Abbiamo saputo che questa convenzione, assieme a tante altre, non è stata rinnovata dalla nuova giunta e stiamo cercando di capire perché (se non dovesse funzionare il link perché il sito, come annunciato, ha chiuso, abbiamo fatto anche un link a un archivio informatico).

Questa intervista, al sito Area Online, risale a circa un anno fa, e offre spunti interessanti per chi, come noi, gestisce spazi verdi pubblici.

Il termine “privato” crediamo che sia stato scelto dal titolista, infatti non riflette il senso di una Onlus che gestisce uno spazio pubblico.


LA SFIDA DEL PRIVATO NEI PARCHI PUBBLICI

di Natalia Albensi

La prima risposta è la cultura, che nella nostra città eterna di certo non manca. Per chi si chiede il perché di un nome, Trait d’union, anello di congiunzione, dato all’associazione socio-culturale creata a Roma nel 2011 dalla giornalista Elena Guerri dall’Oro, il punto di partenza è senz’altro la cultura. Intesa come «colonna valoriale per le generazioni future» e come «ponte in grado di unire popoli e idee». Ma c’è anche una seconda risposta, ed è l’amore. «Amore per Roma», sottolinea la Guerri dall’Oro, una città che, se si ama, si ama con tutto il cuore e che, per questo, dovrebbe essere amata da tutti e in ogni suo angolo. Per continuare a farci sognare l’eternità. È per questo che, nel 2012, Trait d’Union cresce con l’ingresso di due architetti romani, Chiara de Rossi e Marina Cimato, e prende in affidamento dal Comune di Roma Capitale lo storico Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, accettando il compito di custodire, mantenere e abbellire un pezzo di storia della capitale. In cambio di cultura. e accoglienza.

Come funziona l’affidamento delle aree cittadine da parte del comune?

Roma è la città più verde d’Europa, ma il Comune fatica a mantenere tutte le aree in ordine e a combattere costantemente il degrado, che spesso è conseguenza, oltre che dell’incuria, anche e soprattutto dello scarso rispetto dimostrato dai visitatori. Per questo il comune decide di affidare le aree verdi alle associazioni e agli enti che abbiano le caratteristiche adeguate e che, se da una parte si fanno carico della pulizia e della manutenzione dei luoghi, dall’altro possono svolgere iniziative culturali. Nel caso del giardino di Sant’Alessio, che ogni giorno ospita anche i clochard di passaggio nella mensa allestita nell’attigua basilica, abbiamo sempre rispettato l’atmosfera del quartiere Aventino dando la priorità a manifestazioni “tranquille”, come installazioni artistiche, lettura di poesie o concerti di musica classica.

Quali sono le ultime iniziative che avete realizzato?

Lo scorso anno abbiamo inaugurato un ciclo di eventi denominato “Toccare l’arte”, costruito, per questa prima edizione, intorno a un concetto fondamentale, ossia l’importanza di rendere fruibile l’arte ai non vedenti. Per questo l’artista Marzia Migliora ha realizzato un’installazione “site specific”, cioè creata specificamente per quel luogo, e ispirata al suo passato e alla sua storia. Infatti, alla fine del XIX secolo, in questo giardino giocavano i ragazzi ospiti dell’Istituto per Ciechi di Sant’Alessio. E prendendo spunto da una foto dell’epoca, l’artista ha creato l’opera “La Ginnastica dei ciechi-la corsa al cerchio”, composta da undici cerchi di alluminio illuminati a led del diametro di un metro ancorati al terreno. Parte integrante dell’opera anche una rete elettrosaldata, lunga 30 metri, che è stata posta sul parapetto del belvedere del giardino, all’interno della quale è stata ritagliata una citazione di Samuel Beckett: «Posso solo evadere con le palpebre serrate». Oltre a questo, in programma abbiamo avuto il Festival “La Poesia è ovunque”, un concerto per violini, la proiezione di un cortometraggio di Daniela Perego e, più recentemente, un picnic dedicato alle famiglie lo scorso primo maggio. Il tutto offerto gratuitamente al pubblico.

Programmi futuri?

Per la seconda edizione di “Toccare l’Arte”, in programma per la primavera del 2014, abbiamo deciso di scegliere il tema dei diritti civili, e più precisamente quello dei senza patria, che ricalca poi la vocazione del nostro impegno quotidiano. Infatti, oltre a puntare a ridare dignità a questo luogo storico, tra i nostri principi ispiratori ci sono senz’altro l’accoglienza e l’ospitalità. Perché la cultura e la storia continuino ad essere di tutti e per tutti.

 

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