Amici del Nidiaci in Oltrarno

In difesa del Bartlett-Nidiaci-Palazzo Santarelli storico spazio dei bambini di San Frediano in Firenze

In viale Giannotti, i cittadini ricreano il cortile

Riportiamo dal sito di Gente di Firenze questo bell’esempio di partecipazione diretta dei cittadini ai beni pubblici.

La “Ri-creazione” di Ab Uso

ab uso

di Jacopo Naldi – Studente della Scuola Holden e storyteller crossmediale 

Due settimane fa è stata inaugurato il nuovo cortile della Scuola Primaria Villani, in viale Giannotti. Un bellissimo progetto che ha trasformato un’area sotto utilizzata, un parcheggio, in uno spazio dei e per i bambini della scuola. Forse la notizia l’avrete letta, o sentita, magari no. Ve la riassumiamo con qualche aggiornamento e riflessione aggiuntiva.

La bellezza del progetto sta nel suo risultato finale: veramente ben fatto e colorato, e nella sua ideazione che a visto i bambini, con i loro disegni, primi protagonisti del cambiamento. Una rinascita – in attesa di un piano più vasto di riqualificazione del Comune – , partita dalla fantasia e dall’immaginazione dei bambini, resa reale da un gruppo di studenti universitari, supervisionati da un architetto urbanista, coordinati da una psicologa per l’infanzia e supportati dal corpo insegnanti e dai genitori dei bambini stessi.

Un recupero temporaneo con soluzioni a basso costo che ha visto la sensibilizzazione e il coinvolgimento di più fronti. Un risultato raggiunto anche grazie alla  raccolta fondi organizzata lo scorso giugno, durante l’ultimo giorno di scuola, premiata dalle donazioni di genitori e residenti. Un plauso, nella storia, anche agli Angeli del Bello che hanno ripulito lo spazio dopo la famosa bufera del primo agosto. Un progetto da elogiare perché ha dimostrato come interventi di questo tipo siano linfa di un vivere cittadino condiviso che può ridonare spazi alla città e a chi li vive. Consapevolezza e cittadinanza diffusa.

Era una vicenda che stavamo seguendo già da prima che i giornali, il giorno dell’inaugurazione, ne parlassero. Ci siamo sorpresi però di un fattore fondamentale che è stato tenuto sottotraccia. Ci riferiamo al gruppo di studenti universitari, i realizzatori.

Si chiamano “abUSO” e sono un gruppo di studenti di architettura che si occupano di ricerca e progettazione. I campi dove indagano sono gli spazi residuali, frammenti di città, nei quali, con installazioni o progetti di recupero, danno vita a processi di riattivazione permettendo alle persone di riavvicinarsi e riappropriarsi, come in questo caso, dei propri luoghi. Nessuno li ha citati, ne ringraziati pubblicamente in maniera esplicita. E’ un gruppo attivo e sensibile verso alcune problematiche della città già da un pò con all’attivo ben nove lavori. Sono tentativi sparsi per la città che hanno dimostrato impegno, iniziativa, passione e voglia di provarci. A qualche d’uno, forse, sarà capitato di giocare in Piazza Annigoni, lo scorso anno, a calcio nello spazio “Free Match”, in uno dei luoghi senz’anima della nostra città, contribuendo a dare una visione alternativa con sorrisi e corse dietro ad un pallone.

Era un altro loro progetto, solo per citarne uno. La questione ci interessa perchè il lavoro è il tema fondamentale di questi mesi e del prossimo anno e vedere non riconosciuto un impegno, come quello messo da Ab Uso per il progetto “Ri-creazione” è un passaggio che non possiamo permetterci come città, e in generale come paese Italia, e non vogliamo che accada più. Per questo ne parliamo.

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