Amici del Nidiaci in Oltrarno

In difesa del Bartlett-Nidiaci-Palazzo Santarelli storico spazio dei bambini di San Frediano in Firenze

I bambini, Piazza del Carmine e Firenze

Pubblichiamo con immenso piacere questo commento a un post di alcuni mesi fa, riguardante la restituzione ai bambini della scuola dell’infanzia Fioretta Mazzei di uno spazio in Piazza del Carmine, occupato dal dehors di un ristorante di “alta culinaria”.

Per puro caso ho letto della……………triste sorte di quella piazzetta al lato della Chiesa del Carmine.-

Mi sono soffermato sul fatto perché sono nato oramai 81 anni anni fa in Via Santa Monaca al n°35, proprio a fianco della piazzetta di cui stavo leggendo.- Per la verità da tempo non sono più residente nell’Oltrarno, ma il cuore vi è rimasto e sapere dello scempio che gli amministratori di questa città, nel tempo avvicendati visi, hanno permesso, ho avuto al cuore una fitta intima e dolorosa.-

Purtroppo, lo so, da tempo, Firenze è cambiata e lo ha fatto sempre più verso il lato peggiorativo.- E’ diventata una città venduta e svenduta, dove tutti siamo coinvolti in un’assurda sarabanda di progetti, di insulse iniziative pseudo-culturali e soprattutto di trasformazioni urbanistiche che hanno il solo scopo di sfruttare commercialmente ogni angolo urbano caratteristico e caratterizzato dalla storia, impiantandovi attività che nulla hanno a che fare con la vita di coloro che dovrebbero esserei veri e diretti fruitori della citta e cioè i “fiorentini” residenti.-

C’è una classe di imprenditori (penso ignoranti in senso culturale), assai ben forniti finanziariamente che studiano giorno e notte come riuscire a sfruttare egoisticamente la città e la sua cultura plurisecolare svendendola in mille modi ed in particolari a torme di turisti.-

Nessuno sembra rendersi conto (meno i “fiorentini” più veraci ) che questi individui, in veste di imprenditori (fai da te). non fanno altro che appropriarsi di parti di città, aree e vedute che appartengono di diritto solo alla “socialità fiorentina” unica erede della sua stessa storia.-

Eppoi nella fattispecie qualche domanda bisogna farsela (e farla):

– C’era proprio urgente necessità creare in una chiesetta sconsacrata un ristorante che nelle intenzioni dovrebbe indirizzarsi verso l’alta culinaria?

– A chi giova? – Ai fiorentini residenti?

Non credo proprio, come non credo necessari gli sbandierati “posti di lavoro” di un’attività ristorativa che potrebbe e dovrebbe essere impiantata in altri luoghi più consoni preservando dal degrado bottegaio parti nobili di Firenze.- Infine c’è il fatto estetico di certi insediamenti di attività che rendono mediocre ed in alcuni casi veramente brutto l’angolo di città interessato.- Nel caso nostro che dire dei tavolini e degli arredi della piazzetta? Tutti fuori contesto compresi i vasi con le piante che rendono lo spazio più un’area da “centro commerciale” che un angolo suggestivo della città.- Ciò dimostra altresì il basso livello culturale dei progettisti e dei committenti.- E si badi bene le mie non sono domande ed osservazioni retoriche oppure dettate dalla nostalgia di un vecchio fiorentino (in quella piazzetta vi era un asilo che io ho frequentato all’età di 3-4 anni), ma sono i legittimi interrogativi da porsi agli improbabili imprenditori ed agli amministratori pubblici e le ovvie conclusioni cui arrivano i “fiorentini” che pongono i “fiorentini” sempre più perplessi e arrabbiati.-

L’autodifesa della proprietà del ristorante “Il Pescatore” (spero ci si riferisca al “pescatore d’Arno” e non di mare da cui distiamo ben 80 km.) appare non solo autoreferenziale e vuota di validi argomenti, ma risulta anche sottilmente ricattatoria quando parla dei 14 posti di lavoro che si perderebbero.- Ma che solo in quella piazzetta si può creare un ristorante capace di dar lavoro?

Dobbiamo muoverci con decisione per impedire che certi imprenditori e gli “amici degli amici” loro, spesso con la connivenza dei pubblici amministratori, finiscano per far precipitare in un irreversibile degrado questa nostra ancor bella Firenze!.-

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