Amici del Nidiaci in Oltrarno

In difesa del Bartlett-Nidiaci-Palazzo Santarelli storico spazio dei bambini di San Frediano in Firenze

“Nidiaci, cittadini accorti ma costretti a pagare le spese legali” (Nove)

Un dettagliato articolo sul motivo per cui è stato presentato un esposto contro il Comune per la vicenda “Nidiaci”.

Precisiamo che la citazione di alcuni esponenti politici non coinvolge la nostra Associazione che è realmente apartitica.

Per ben due volte davanti al giudice il Comune di Firenze soccombe per un copia/incolla

 

“Chi è stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l’anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l’autore di esso la reintegrazione del possesso medesimo. Se lo spoglio è clandestino, il termine per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della scoperta dello spoglio” articolo 1168 del Codice Civile del marzo 1942. Basta un copia e incolla alla controparte per vincere la causa. Di questo stiamo parlando. Non aver capito questo articolo è costato ai fiorentini 6480,41 Euro di spese legali e la perdita di un bene pubblico.

Miguel Martinez, presidente dell’associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno ricorda: “Sono stati i bambini a segnalarci la striscia di terreno transennata, poi noi genitori abbiamo segnalato il fatto a Palazzo Vecchio che è caduto dalle nuvole”.
Chi vi ha seguito dell’Amministrazione? “Nessuno. Sempre noi siamo andati privatamente a controllare i confini catastali ed abbiamo nuovamente segnalato le incongruenze al Comune: ci siamo dovuti anche organizzare per rintracciare e comprendere la normativa ed a quel punto abbiamo insistito fino a che i vigili sono venuti a controllare a giugno 2013.
La Polizia Municipale si è mossa? “Palazzo Vecchio a questo punto ha fatto una ingiunzione alla proprietà dandole 7 giorni di tempo per togliere la rete, ma al tempo stesso consentiva il carico e scarico per effettuare i lavori. Da allora sono passati mesi e ci siamo sentiti presi in giro.

Nel settembre 2013 il Comune di Firenze redige anche una Convenzione a titolo non oneroso con l’Associazione per la gestione del Giardino, praticamente consegnando le chiavi ai genitori come fatto sul Lungarno Santa Rosa dall’ex sindaco Matteo Renzi, ma in merito ai lavori edili non accade nulla.

Il caso diventato nazionale. Il senatore Vito Crimi è intervenuto sulla vicenda al fianco della consigliera a 5 Stelle, Silvia Noferi, con loro l’avvocato Francesca Censini che ha visionato gli atti del procedimento intentato dal Comune di Firenze e respinto dai giudici per decorrenza dei termini.

Settantamila euro di danni per la collettività. “Palazzo Vecchio nel ricorso, presentato con due mesi di ritardo rispetto ai 12 mesi concessi per l’azione di reintegro, aveva quantificato anche i danni diretti ed indiretti nella misura di 70mila euro – sottolinea Crimi – ed invece ha perso la causa in due gradi di giudizio, pagando due volte le spese, perché ha fatto ricorso al collegio giudicante dopo aver già perso davanti al giudice monocratico. Nardella ai suoi concittadini aveva promesso “utilizzeremo ogni mezzo immaginabile“, vorremmo capire quali siano questi “mezzi immaginabili” che avrebbe usato” conclude l’ex presidente del gruppo di senatori pentastellati.

L’avvocato Francesca Censini spiega: “Parliamo di due particelle catastali, su una non vi sono discussioni, sull’altra invece c’era una destinazione urbanistica ad uso pubblico. L’Amministrazione doveva attivarsi già nel febbraio 2013 per esrecitare l’azione di reintegrazione e non certo ad aprile 2014″.
Il Comune si è dimenticato di un bene in suo possesso? “Posso esprimermi solo in base agli atti ed analizzando le determine dirigenziali che hanno dato incarico all’Avvocatura si evidenziano tempi stretti. Il mandato a procedere arriva a quattro giorni dalla scadenza per la presentazione del primo ricorso” il Responsabile del procedimento, Maria Francesca Lastrucci, firma il 7 febbraio 2014 l’incarico “Alla Direzione Avvocatura di promuovere azione possessoria nei confronti di Amore e Psiche Holding S.p.A.” ed il 31 marzo 2014, già oltre i termini, arriva anche una integrazione all’incarico con l’estensione dell’azione legale alla Società G.D. Real Estate srl.

Il Giudice però non è potuto neppure entrare nel merito perché semplicemente Palazzo Vecchio non ha esercitato in tempo il suo diritto.

E’ l’anno del Nidiaci. Ad agosto 2014 un ennesimo provvedimento dirigenziale stavolta si interessa del bene pubblico e dà seguito ad una Delibera della Giunta comunale che tre anni prima aveva approvato il progetto definitivo per la sistemazione del giardino, assegnando successivamente i lavori ad una ditta che è tutt’ora all’opera.

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