Amici del Nidiaci in Oltrarno

In difesa del Bartlett-Nidiaci-Palazzo Santarelli storico spazio dei bambini di San Frediano in Firenze

Emilio Santarelli, o la storia segreta del Nidiaci

Gli abitanti di San Frediano sanno che “il Nidiaci” esiste da sempre. I più informati, credono vagamente che si tratti di un palazzo nobiliare, concesso in uso, assieme al giardino, agli abitanti del quartiere, nel 1923.
La storica dell’arte Francesca Petrucci, grazie a un notevole lavoro di ricerca in archivio, ci rivela un aspetto inedito della storia della ludoteca-giardino.
Nel 1827, Emilio Santarelli, uno dei più famosi scultori dell’Ottocento, autore di molte opere tra cui il Michelangelo agli Uffizi, acquistò una casa rurale con annesso orto dietro la chiesa del Carmine.
Negli anni successivi, vi costruì un ampio studio: capiamo così la particolare forma della ludoteca, con i suoi alti soffitti. Mentre nel giardino, l’artista si dedicava alla sua grande passione – la coltivazione delle camelie. Tra le varie specie che Santarelli creò, ci fu anche la Bella d’Ardiglione e la Giardino Santarelli.
La dott.ssa Petrucci ha scoperto inoltre qualcosa che nessuno finora conosceva, che qui viene appena accennato tra le note. Vi raccontiamo quel poco che sappiamo già con sicurezza, c’è un grande lavoro di ricerca da fare per capire di più.
Il complesso che chiamiamo “il Nidiaci” non fu affatto concesso dalla famiglia Nidiaci.
Durante la prima guerra mondiale, come ben sanno gli ammiratori di Ernest Hemingway, la Croce Rossa americana svolse un ruolo importante in Italia. Nel 1920, il dirigente della Croce Rossa americana, Edward Otis Bartlett, fece vendere i materiali dell’istituzione a Firenze.
Assieme all’avvocato Umberto Nidiaci e al cavaliere Carlo-Matteo Girard, di nazionalità svizzera – che insieme però misero appena il 20% della somma necessaria – la Croce Rossa americana acquistò il palazzo e il giardino, “per conto di una erigenda istituzione che, nel quartiere di S. Frediano, curi la istruzione e la educazione popolare, con speciale riguardo all’infanzia“.
Da segnalare che questo spazio non avrebbe dovuto limitarsi all’attuale Ludoteca, ma comprendeva i numeri 44-46 di Via della Chiesa e tutto il palazzo su Via d’Ardiglione.

 

 

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